Con la diffusione web,  il modo di fare pubblicità è drasticamente cambiato rispetto a pochi anni fa. Un tempo il giornalino o le lettere pubblicitarie arrivavano nella cassetta della posta, oggi tale metodo pubblicitario è andato maggiormente in disuso, diffondendosi altri mezzi come newsletter e mail marketing. Analogamente il mondo e-commerce sta rapidamente sostituendo i cataloghi cartacei. Tale rivoluzione dei media sta interessando anche il canale audio/visivo. La pubblicità mediante radio o televisione sta perdendo sempre maggiormente la sua efficacia, trasferendosi anch’essa sul web. Ogni azienda ha l’esigenza di incrementare l’interesse dell’ utente nei prodotti o servizi che offre, cercando la maniera migliore per catturare l’attenzione dell’ascoltatore, utilizzando canali web. Ecco un esempio di efficacia di un semplice video pubblicitario realizzato da Apple.

In molti casi, lo stesso video trasmesso in televisione, non può funzionare nella pubblicità in rete. Alcune aziende ripropongono il medesimo spot televisivo anche sul canale Youtube, con il risultato che la maggior parte delle persone “salta” tale pubblicità. Questo accade per il fatto che l’utente potrebbe aver già visto tale spot in televisione, magari la sera prima, e lo conosce già, oppure il motivo sta semplicemente nel fatto che tale spot non era stato progettato per il web e di conseguenza non ha la stessa efficacia che ha in televisione. L’utente che sta usufruendo della rete, per esempio youtube, è un tipo di utente “attivo”, ovvero naviga per trovare informazioni di suo interesse, magari vuole visualizzare l’azione di una partita di calcio, o vuole rivedere un momento saliente di un concerto del suo gruppo preferito, di conseguenza non è psicologicamente predisposto alla pubblicità che youtube lo obbliga ad assistere. In considerazione di questo fattore, lo spot deve essere concepito differentemente per questo tipo di utente.

Questo video è un classico esempio della pubblicità tradizionale, efficace tramite il canale audio/visivo della televisione. La Perugina, in questo spot, ha comunicato l’idea del bacio associato al suo famoso prodotto, tale video perderebbe la sua efficacia qualora fosse proposto sul canale youtube.

L’ azienda consapevole dell’inefficacia sulla rete di un video come quello precedente, ha utilizzato altre tecniche di marketing sul web. Nel prossimo esempio, è stato deciso dalla stessa azienda, di intraprendere una campagna pubblicitaria basata su un banale video, che potrebbe essere stato fatto da un qualsiasi utente, creando interesse nel pubblico che viene chiamato ad interagire in un susseguirsi di video a puntate che hanno generato attrazione nello spettatore, il quale si sente partecipe all’interno della storia.

L’efficacia di tale spot è stata grandiosa, ha generato oltre 50.000 mail e oltre 150.000 visite sul sito del bacio Perugina, con un investimento davvero basso, rispetto alle tradizionali campagne pubblicitarie televisive ed un incremento sulle vendita Dell’ 11%.

Spesso le pubblicità sulla rete attraggono l’utente con messaggi o storie divertenti, tale sistema diventa efficace quando il divertimento creato non prevarica sul messaggio reale che viene pubblicizzato. Di fondamentale importanza è che il prodotto, l’azienda e la storia siano a pari livello di importanza, altrimenti si rischia di non raggiungere l’obbiettivo prefissato.

Una tecnica che si è sperimentata è il messaggio pubblicitario interattivo, dove l’utente interviene effettuando una scelta che cambia la storia, con messaggi pubblicitari di intermezzo.

Un’ altra è quella di montare un video facendolo passare come se fosse girato da una qualsiasi persona con la propria telecamera o telefonino, che si trova in una particolare situazione.

Ancora un buon metodo è quello di creare un video facendolo passare per un tutorial, sfruttando la rete per promuovere un determinato prodotto, aiutando l’utente con un consiglio pratico.

Con qualsiasi tecnica andiamo a promuovere un prodotto, il nostro focus primario deve rimane quello di accrescere il desiderio di acquistare il prodotto. Nel video precedente sicuramente molte persone avranno beneficiato dei consigli di Pampers su come organizzare il loro armadio, e anche il numero di visualizzazioni è alto, ma l’interesse nell’acquisto dei pannolini difficilmente viene creato, non incrementandone le vendite.

Di maggiore interesse è se nel tutorial si spiega e si forniscono soluzioni utilizzando tale prodotto, creando un accrescimento nel desiderio, ma soprattutto della preferenza dell’oggetto rispetto ad altri dello stesso genere. Nel prossimo video infatti si impara a fare il chiaro scuro con la penna Bic, quindi non con una penna qualsiasi, ma con una particolare penna: la Bic!

In questo caso il prodotto pubblicizzato viene messo al centro dell’attenzione, nominato, rinominato, visto e inquadrato parecchie volte, sfruttando un principio di unicità, perché non vorrò acquistare una penna ma “quella” penna.

Sempre più spesso si sente parlare di video virali, ossia video che vengono largamente diffusi dagli utenti. Alcune agenzie pubblicitarie hanno utilizzato tale strumento pubblicitario, camuffandolo come comuni video virali degli utenti, celando all’interno un messaggio pubblicitario di un’ azienda o un prodotto. Quasi sempre, questa tecnica non porta ad incrementi sulle vendite del prodotto, al massimo può far accrescere la notorietà di un brand.

Il consiglio fondamentale è quello di dare la massima importanza ai primi secondi del nostro spot pubblicitario, generalmente i primi 10 secondi, in cui il consumatore è obbligato a vedere lo spazio pubblicitario, prima di poterlo saltare. In questo tempo, dobbiamo riuscire a generare curiosità, suscitare interesse, magari non mostrando ancora quale prodotto o marchio andiamo a pubblicizzare, ma ci permetterà di catturare l’attenzione dell’utente che potrebbe proseguire nella visualizzazione del video.

Alcune agenzie pubblicitarie sfruttano YouTube creando advocacy advertising, cioè creando pubblicità di sostegno riguardanti problematiche sociali. Un esempio è quello della “Dove” che lancia un messaggio sul tema delle donne che vogliono apparire diverse, ma nello stesso tempo accresce la pubblicità nei confronti della compagnia che ha affrontato tale problematica.

Non esiste una soluzione universale che permette di far funzionare un video sulla rete, ma almeno, adesso, conosciamo alcune tecniche usate e abbiamo un minimo di formazione per poter affrontare l’argomento, il mio personale consiglio è quello di approfondire le tematiche specifiche e sperimentare direttamente sul web in prima persona.

Christian Serafino

Christian Serafino

Sistemista informatico, Conoscenza base Html, php, Jquery, Bootstrap. Riparazione hardware informatico. Riparazione base apparecchiature elettroniche. Installatore di elettrodomestici. Venditore di home technology. Reseller di Google apps for work. Amministratore di servers windows, linux, mac. Esperienze base di freebsd. Esperienza avanzata Protools HD